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SUCCESSO DI PUBBLICO PER GLI SPOT ANDI SULLE RETI RAI E MEDIASET. ORA SI REPLICA SUI SOCIAL E SUL TERRITORIO

Numeri da capogiro quelli che hanno segnato gli ascolti degli spot televisivi andati in onda dal 20 novembre al 7 dicembre sulle reti Rai (in totale 40 passaggi durante i programmi di massimo ascolto) e 366 sulle reti Mediaset dal 25 dicembre al 7 gennaio.

Solo sulle reti Mediaset lo spot è stato visto da oltre 30 milioni di persone. Stando a quanto ci riferisce Publitalia, “la post valutazione sul target adulti over 35 recita infatti una copertura del target di quasi il 59% (pari a 23.192.646 individui) che hanno visto il comunicato mediamente quasi 6 volte (5,7)”.

“Siamo molto soddisfatti non solo dei dati di ascolto ma perché molti colleghi ci hanno segnalato che i loro pazienti lo hanno visto associandolo al loro studio”, dice il Vice Presidente Vicario Mauro Rocchetti che ha curato il progetto che ricorda l’importante impegno, anche economico, che ANDI ha messo in campo per l’iniziativa.

Come noto gli spot hanno l’obiettivo, in termini di comunicazione, è quello di far crescere, in senso quantitativo e qualitativo, la “reputazione” di ANDI e di avvicinare ANDI al grande pubblico invitando i cittadini a scegliere un dentista Associato.

“Ovviamente questo lavoro di comunicazione non è finito”, continua il Vice Presidente Vicario Rocchetti, “tra breve diffonderemo i video attraverso il web e grazie alle Sezioni provinciali ANDI sulle televisioni locali. Un lavoro di sensibilizzazione che anche i singoli soci possono contribuire a rendere attivo postando i video degli spot sui propri profili social e sui siti”.

Ma l’efficacia degli spot, ricorda Rocchetti, non sarà completa se il Socio ANDI non saprà valorizzare la propria appartenenza utilizzando gli strumenti che l’Associazione mette a disposizione per rendere di fatto riconoscibile il marchio ANDI associandolo al proprio studio. “Solo in questo modo daremo visibilità al Network ANDI e riusciremo a contrastare anche su questo piano le Catene odontoiatriche”, conclude Rocchetti.

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